• In materia di sostegno alla maternità e paternità altra importante novità, in vigore dal 01 gennaio 2013 e sperimentale per i successivi tre anni, è rappresentata dalla previsione dell'art.4, comma 24, lett. b), della legge 28 giugno 2012, n.92, che attribuisce alla madre lavoratrice, anche iscritta alla gestione separata, al termine del congedo di maternità e in alternativa al congedo parentale (maternità facoltativa), negli undici mesi successivi, la possibilità di avvalersi di voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting o ad un contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati.

  • La mini-ASpI dal 01 gennaio 2013 è la prestazione che sostituisce l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti ed è erogata per i nuovi eventi di disoccupazione che si verificano da tale data.

  • Con la riforma del lavoro, la legge 28 giugno 2012, n.92, nello specifico l'art. 4, comma 24, lett. a) per le nascite avvenute dal 01 gennaio 2013, ed in via sperimentale per gli anni 2013-2014-2015, il padre lavoratore dipendente (e non anche autonomo) ha l'obbligo di usufruire di un giorno di congedo di paternità da godere entro i cinque mesi dalla nascita del figlio contemporaneamente al godimento del congedo obbligatorio della lavoratrice madre.

  • Le lavoratrici anche autonome iscritte alla gestione separata di cui alla legge 335/1995 hanno diritto dal 7 novembre 2007, con l'entrata in vigore del D.M. 12 luglio 2007, al congedo di maternità durante i due mesi precedenti la data presunta del parto (un mese se la lavoratrice si avvarrà del congedo flessibile di maternità) e durante i tre mesi successivi al parto (quattro mesi se la lavoratrice si avvarrà del congedo flessibile di maternità); in tale periodo i committenti non potranno adibire al lavoro le lavoratrici.
    Il congedo di maternità spetta a condizione che le lavoratrici iscritte alla gestione separata non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate.

  • La legge italiana consente al padre lavoratore il diritto di astenersi dal lavoro fino al giorno del compimento del terzo mese di vita del bambino in caso di morte (durante il parto o dopo il parto, anche per cause non legate al parto stesso) o di grave infermità della madre o di abbandono del figlio da parte della stessa, ovvero di affidamento esclusivo al padre; ai fini del calcolo dei tre mesi risulta ininfluente la data del parto, del decesso, dell' insorgenza dell'infermità, dell'abbandono, ecc. della madre.

  • A decorrere dal 01 febbraio 2007, alle lavoratrici a progetto e categorie assimilate iscritte alla gestione separata, che abbiano titolo all'indennità di maternità (ossia abbiano accreditati tre mesi di contribuzione effettiva nei 12 mesi precedenti l'inizio del congedo obbligatorio - ordinario e/o anticipato), è corrisposto un trattamento economico per congedo parentale limitatamente ad un periodo di tre mesi, anche frazionabili, entro l'anno di vita del bambino.

  • Con decorrenza 1° gennaio 2013 è stata istituita l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI), con la funzione di fornire ad una platea più vasta di lavoratori, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, un’indennità mensile di disoccupazione.
    L’ASpI ha sostituito la preesistente assicurazione contro la disoccupazione involontaria non agricola ordinaria con i requisiti normali, la precedente indennità di disoccupazione non agricola con requisiti ridotti, l’indennità di disoccupazione speciale edile e, dal 1° gennaio 2017 sostituierà l’indennità di mobilità.

simona pompili scontornata small

Sei un'Impresa?

Posso aiutarti nella gestione del personale dipendente!

Sei un lavoratore Dipendente?

Posso assisterti come un patronato, ma con la flessibilità di un consulente personale!

Contattami per una consulenza